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venerdì 26 novembre 2010

UOVO IN CIAREGHIN- ÖF IN CEREGHIN (secondi,uova,lombardia,usi e costumi)


Ieri sera la famigliuola è arrivata al nido alla spicciolata: prima il bambino completamente infangato dal campo di calcio e quindi da lavare con prelavaggio, poi mio marito finito l’allenamento, poi la piccola che era da un’amichetta a giocare…..e secondo voi cosa potevo cucinare ???
Per mettere tutti a tacere chiedo “cosa volete per cenaaaaa ??? “ e loro all’unisono “ pasta asciutta rossa ..io verde…e uova !! “ ….la loro fantasia scorre a fiumi penso…..ma li accontento , basta poco , erano stravolti ed infreddoliti poverini…..
Fare le uova così come piace a loro oserei dire essere semplicissimo ma il famoso uovo al burro lo faccio come la mia nonna e viene chiamato … 
                                                                ÖF IN CEREGHIN
Ho notato ahimè che in rete si trovano tanti siti che citano questa ricetta ma poi le fotografie non rispecchiano assolutamente il risultato che si ottiene se la stessa ricetta viene eseguita correttamente, forse perché alla maggioranza delle persone piace vedere l’uovo nel piatto come se fosse dipinto ? Chissà ….comunque quello che vedete qui è la risultante VERA della ricetta antica , che ho sempre visto apparire nelle cocottine della nonna.
Sapete perché si chiama così ? Perché a guardarlo con gli occhi della fantasia l’uovo assomiglia alla “chierica” dei frati ; ciereghin in lombardo è il chierichetto ( una volta aspirante prete , oggi anche i bimbi che accompagnano i religiosi durante la messa ) e la figura ci porta appunto all’immagine della chierica dei frati cioè i capelli presenti solo sulla circonferenza della testa con un bel cerchio vuoto sulla sommità.

UOVA IN CIEREGHIN
  • Cocotte mono ( terracotta o porcellana)
  • 1 o 2 uova a testa
  • 1 noce abbondante di burro
  • sale

Far sciogliere il burro fino a farlo quasi bruciare ( e questa è la differenza che fa di questa ricetta la ricetta antica. Tutti sappiamo che il burro così come tutti i condimenti non vanno portati a quel punto di calore ma se vogliamo conoscere…….) , versare l’uovo senza romperlo e salare solo l’albume anche per evitare che si formino macchie sul tuorlo (quelle che vedete in foto sono date un pò dal fatto che io muovo la cocotte durante la cottura e un pò dal condimento che io alla fine con un cucchiaino ci verso sopra)
Tempo 1 o 2 minuti l’albume è cotto mentre il tuorlo rimane morbido e pronto da cucciare con pane o la polenta ( la parola pucciare sembra derivi dal latino volgare *PUNCTIĀRE -«intingere»-e che poi  attraverso il milanese divenne pucià )

2 commenti:

  1. Che bontààààà!!!Ma non ci sei fra i miei sostenitori!!!!! =( Come si fa adesso?!UN saluto
    Flavia

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  2. Buooono, ci puccerei volentieri il pane ;) baci

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